Indice degli argomenti

  • Introduzione al corso

    Programma per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

    Analisi delle fonti documentarie e letterarie.
    Le nostre radici:
    La nascita della filologia artistica a Berlino e a Vienna.
    La critica d'arte in Italia: Metodologia e ambiti disciplinari

    Esercitazione scritta: Un manufatto artistico attraverso le fonti genovesi. L'elenco dei manufatti sarà pubblicato su aulaweb.

    Bibliografia per gli studenti che utilizzano l'insegnamento per 6 cfu

    G.ROMANO, Storie dell'arte, Toesca, Longhi, Wittkower, Previtali, Roma Donzelli 1998
    J.V.SCHLOSSER, La letteratura artistica, 1964 http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/schlosser1964

    I testi antologici da studiare saranno presenti su aulaweb

    Per gli studenti non  frequentanti: L.VENTURI, Storia della critica d'arte, (1948), Torino, Einaudi 2000.

    Metodi di Accertamento

    L'esame conisterà in una prova scritta per tutti gli studenti, nella quale sarà  veriificata, attraverso tre /quattro domande su argomenti trattati durante il corso,  la conoscenza dei principali metodi di studio della storia dell'arte dal medioevo ai nostri giorni.
    E' obbligatoria l'esercitazione da consegnarsi 15 giorni prima dell'esame.

  • Esercitazione

  • Letteratura artistica e critica d'arte

    Letteratura artistica: Biografie, carteggi e trattatistica artistca scritta prevalentemente da artisti  ( fino alla metà del XIX secolo)

    Critica d'arte: la critica militante, la critica del giudizio, scritta da artisti e non artisti ( si colloca prevalentemente dopo Charles Baudelaire nel XIX secolo e successivi)

    • La critica d'arte militante

      Charles Baudelaire

      Che cos'è la critica

      Le riviste

    • Storici dell'arte in Italia

      Adolfo Venturi, padre e fondatore della disciplina.

      Adolfo Venturi  Storico dell'arte italiano (Modena 1856 - Santa Margherita Ligure 1941). Fondatore della disciplina storico-artistica in Italia , fu titolare prima dell’incarico presso la scuola d Perfezionamento all’Università di Roma che aveva fondato nel 1896, poi successivamente titolare della cattedra presso la Facoltà di Lettere che  ricoprì a Roma dal 1901 al 1931  Fu maestro, tra gli altri, di Pietro Toesca, Lionello Venturi, suo figlio, Roberto Longhi  Longhi, Giulio Carlo  Argan. La sua esperienza di studioso è alla base della monumentale Storia dell'arte italiana (25 voll., 1901-40).

      Vita

      Dopo aver frequentato l'Accademia di belle arti di Modena (1872) e studiato ragioneria, nel 1878 vinse il concorso per ispettore della Galleria Estense di Modena, iniziando la sua prestigiosa carriera di storico dell'arte. Nel 1888 avviò a Roma, per incarico del ministero della Pubblica Istruzione, il catalogo degli oggetti d'arte dello stato; conseguita frattanto la libera docenza (1890) fu incaricato e poi titolare (1901-31) della prima, e per molto tempo la sola, cattedra di storia dell'arte in Italia, nell'univ. di Roma. Fondò poi, presso la stessa univ., il corso di perfezionamento in storia dell'arte, che per anni costituì il vertice di tali studi in Italia. Fu anche promotore della Commissione vinciana e di molte altre iniziative di organizzazione della cultura storico-artistica. Socio nazionale dei Lincei (1926).

       

      Opere

      La sua attività d'insegnante e di studioso diede un vigoroso impulso agli studi di storia dell'arte in Italia, e, oltre che nei numerosissimi articoli e saggi, ebbe la sua massima espressione nella Storia dell'arte italiana. In quest'opera, il senso vivissimo della storia, unito a una straordinaria finezza critica e a una vastissima esperienza di conoscitore, ha permesso a V. di tracciare un ampio quadro d'insieme degli svolgimenti dell'arte italiana e insieme di approfondire con minuziosa acutezza il giudizio critico sulle singole personalità. Fondatore e direttore per un quarantennio della rivista L'Arte, successa all'Archivio storico dell'arte (1888), fra le altre sue opere si ricordano: Tesori inediti dell'arte a Roma (1896); monografie su Leonardo pittore (1920), Piero della Francesca (1922), L. B. Alberti (1923), Correggio (1926), ecc., e un volume di Memorie autobiografiche (1927). La sua biblioteca, altamente specializzata, si trova presso l'Istituto centrale del restauro a Roma.

      Il testo in calce è relativo a un programma per l'edizione italiana delle fonti  presentato a Roma al Convegno Nazionale di Storia dell'arte del 1912

    • Gli storici dell'arte in Italia, Pietro Toesca

      Pietro Toesca nato a Pietra Ligure 1877- Roma 1962,, è stato il primo allievo di Adolfo Venturi, prosecutore del suo metodo rigoroso impostato sulla ricerca storica, anche se nel 1912-13, mentre insegnava all'Università di Torino, subì la suggestione del pensiero crociano.

    • I conoscitori in Italia. Storia e tendenze

      Prima conoscitori poi storici?

      Il caso di Filippo Baldinucci e la Lettera al Marchese Capponi

      Voce Attribution di Enrico Castelnuovo 1968 Enciclopedia Universale dell'arte

      Giulio Mancini, Considerazioni sulla pittura, Roma 1602

    • Storici dell'arte, conoscitori e purovisibilisti

      Hildebrandt, Von Maréès e Fiedler 

      e il Dibattito sulla maggioranza delle arti nel 500.

      Roberto Longhi

      Bernard Berenson

    • La storia dell'arte in Italia e la nascita della"Critica d'arte"

      Lionello Venturi 

      Breve biografia

      Venturi, Lionello. - Storico dell'arte italiano ( 18851961), figlio di Adolfo. Figlio di Adolfo, intraprese  la carriera universitaria, insegnando a Torino, e durante il regime in Francia e negli Stati Uniti. In Italia nel dopoguerra insegnò a Roma (1945-60). Tra le opere: Il gusto dei primitivi (1926), La storia della critica d'arte (ed. ingl. 1936, ed. it. ampl. 1948). Procedendo  dallo storicismo crociano, V. ha approfondito le questioni metodologiche della storia dell'arte introducendo il concetto di gusto come elemento soggettivo di cultura figurativa (diverso dal Kunstwollen di Riegl  che è invece immanente alla struttura della forma artistica) e insistendo sull'importanza della storia della critica, in termini che trovano consonanza con le contemporanee ricerche di J. Schlosser. Al suo ritorno in Italia svolse un'azione decisa come sostenitore dell'arte contemporanea, e di quella astratta in particolare, esercitando una profonda influenza. 

      Gusto, Storia dell'arte e storia della critica d'arte 

      Tra una trattazione “biografica” cioè personalizzata e una prevalentemente “problematica”,sembra non esserci opposizione a prima vista per l’identità del materiale e per la vicinanza del metodo, perché èincomprensibile una storia dell’arte che non proceda con metodo valutativonei confronti di artisti, movimenti, periodi in quanto deve conoscere esattamente il proprio oggetto che viene identificato solo criticamente, una critica a sua volta deve avere orientamento e riferimento storico per non cadere in un dogmatismo valutativo , di natura arbitraria per il pensiero attuale.

      La storia dell’arte ha compiti prevalentemente ricostruttivi, con intenti documentari e deve usare il giudizio in modo subordinato, la critica dell’opera o dell’artista può mettere da parte la resposabilità informativa generale può dedicarsi ad un giudizio presunto universale e ad una lettura intrinseca, ma una separazione assoluta non è possibile.

      La conflittualità tra critica e storia riguarda soprattutto la cultura italiana, per polemiche antiventuriane. Venturi identificò il compito della disciplina nella storia del giudizo artistico sulle opere escludendo dalla trattazione tutta la quantità di notizie e eventi che non rientrassero in quella dimensione valutativa e il giudizio era immediato, puntuale , un giudizio di qualità basato su di un rapporto puro, intuitivo fra il critico e l’opera che crea difficoltà nella relazione fra l’atto del giudizio e il suo inserimento in una connessione temporale. Credette di appoggiare la storicitàdi cui sentiva bisogno su qualche cosa che fosse collegato al giudizio, ma sottratta alla sua immediatezza puntuale, usa a questo scopo la nozione di gusto, come terreno di cultura delle opere e delle loro valutazioni, in collegamento fra prodotto e giudizio, fra questo atto ristretto e la vita spirituale dell’epoca. Cerca un modello di storicizzazione risolutore dell’inconciliabilità dei due mondi, reinserendo l’arte nella vita sociale e collegandola con una cultura nella quale trova le sue motivazioni nel riferire l’astratta purezza del giudizio a questa cultura. Tante risultano le contraddizioni, contesta gli idealisti accusato di compromesso, i successori marxisti accusati di idealismo, gli storici dell’arte puri per il racconto di vicende che poco riguardavano le caratteristiche essenziali della disciplina. La sua trattazione è valida  per l’agilità, che  non va a scapito della completezza,non annulla la dualità tra storia e critica, che è uno dei punti cruciali su cui si realizza l’unità, il senso, e porta direttamente attenzione alla disciplina.

      In questo contesto sono presentate le lezioni di Storia dell'arte tenute da Lionello Venturi nel 1920-21., L'introduzione alla pubblicazione delle lezioni di Stefano Valeri e un testo di H.Gombrich sul Gusto dei primitivi.

    • Storici dell'arte in età contemporanea

      Giulio Carlo Argan

      Giovanni Previtali

    • Le storie dell'arte dopo il'68

      Orietta Rossi Pinelli, Le storie dell'arte dopo il '68 in La storia delle storie dell'arte, Einaudi, 2014

    • Esame 22 dicembre 2014 - Primo Gruppo

    • Esame 9 febbraio 2015

      Rispondere brevemente alle seguenti domande (10/12 righe)

      gli studenti frequentanti risponderanno alle prime tre domande, mentre i non frequentanti risponderanno a tutti e quattro i quesiti

      Si raccomanda un'attenta rilettura prima della consegna

      Il voto potrà essere registrato durante il ricevimento della docente (indicato sul sito della scuola) o alla prossima sessione d'esame.